Anatocismo bancario

Come recuperare i nostri soldi. Come difendersi dalle banche

giovedì, 26 giugno 2008
C.M.S., la procura di Savona accusa Bankitalia: è fuorilegge

C’è una circolare della Banca d’Italia all’origine della clamorosa inchiesta che la Procura di Savona ha aperto a carico di cinque banche accusate di usura. Questa circolare autorizza gli istituti di credito (tutti) ad applicare la commissione di “massimo scoperto” sulle somme affidate ai correntisti (con le varie forme di fido) che così maturano interessi da usura. (Dario Freccero)

«Questa circolare è illegittima perché in palese contraddizione con l’articolo 644 del codice penale - spiega il procuratore capo Vincenzo Scolastico - il codice chiarisce che contribuiscono al conteggio dei tassi usurari tutte le voci che non riguardano le tasse e le imposte di bollo, mentre la circolare fa un distinguo inspiegabile e dice che la commissione di massimo scoperto non partecipa al conteggio del tasso usurario. Ripeto, è un’irregolarità evidente che produce effetti pesanti sui correntisti».

Per capire la natura di questo conflitto non si può non tener conto che Banca d’Italia è controllata al 100% da Banche e Fondazioni bancarie, detentrici della totalità del suo capitale (l’Italia è l’unico caso al mondo dove ciò avviene). E che non vi è alcuna norma che attribuisca alla Banca d’Italia poteri di intervento né sulle metodologie di calcolo né sulla discriminazione degli elementi da includere o escludere nella determinazione del “Teg” (il Tasso effettivo globale) previsto dall’articolo del codice penale sull’usura. In sostanza l’accusa è di aver introdotto, attraverso l’organo che dovrebbe vigilare sulle banche ma che di fatto è controllato dalle stesse, una direttiva in contrasto con le leggi che consente un beneficio economico evidente agli istituti di credito.

La commissione di massimo scoperto, applicata ogni trimestre, secondo le stime dei consumatori rende da sola 43 miliardi di euro l’anno. «La funzione della Banca d’Italia è quella di rilevare i tassi medi - precisano gli inquirenti - mentre il dovere degli istituti di credito quello di modulare le proprie richieste alla clientela entro i limiti previsti dalla legge, pena il compimento del reato di usura. Ma i ruoli si fraintendono visto che controllore e controllato sono praticamente tutt’uno».

Ci sono già stati vari tribunali che hanno aperto procedimenti penali per questi motivi e la difficoltà principale è stata contestare ai responsabili l’elemento psicologico del reato. Se indubbiamente il danno c’è per i risparmiatori, non è facile capire a chi contestarlo. Il procuratore di Savona ha chiesto alla Guardia di finanza di identificare legali rappresentanti e direttori di filiale delle cinque banche denunciate (Carisa, Carige, Popolare di Novara, Monte dei Paschi e Lodi) ma potrebbe non bastare.

I precedenti delle altre inchieste dicono che la strategia degli indagati è stata addebitarsi reciprocamente le colpe facendole rimbalzare da soggetti a soggetti gerarchicamente differenti: dal presidente ai direttori generali, dai responsabili dell’area marketing ai direttori di filiale.

C’è stato persino chi ha puntato l’indice direttamente sui computer: «E’ il programma preimpostato che calcola da solo gli interessi usurari». «A mio parere rappresentanti legali e direttori di filiali devono risponderne - conclude il procuratore capo Scolastico - c’è anche da dire che su grandi somme la commissione di massimo scoperto, anche solo per poche ore di rosso, matura cifre enormi».

(ilsecoloxix-ilsole24ore.com/savona, 25.6.08)


Postato da: samib a 09:28 | link | commenti
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